Tutte le poesie – Sylvia Plath

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  • Argomento: Poesia
  • Autorə: Sylvia Plath
  • Casa Editrice: Mondadori

Sylvia Plath, voce tra le più potenti e limpide della letteratura americana, dopo la tragica morte divenne rapidamente e a lungo rimase un simbolo delle rivendicazioni femministe. Educata ai rigidi valori della società statunitense, nella sua breve vita la Plath riuscì a coniugare potenza espressiva e realizzazione estrema di sé, evadendo dalle sbarre imposte dalla condizione di “moglie” e trovando proprio in questo tentativo di superamento la suprema forza creativa. Nei suoi versi il tono è assoluto, ogni parola, e ciò che essa rappresenta, non potrebbe essere altrimenti: «suono e senso» scrive Seamus Heaney nel brano che introduce il volume «si alzano come una marea dalla lingua per trascinare l’espressione individuale su una corrente più forte e profonda di quanto l’individuo potesse prevedere». In tutto il percorso lirico della Plath, e fino alle perfette composizioni di Ariel, istanze psicologiche, biografiche e poetiche si fondono con un tono di libertà e perentorietà unico, un senso di urgenza e spontaneità che emerge dalla disciplina di metro, metafore, rime con la potenza di un fiat, con l’euforia di una mente che crea e supera il dolore personale, per approdare a un sentimento stupefatto, meravigliato dell’esistere.

INFORMAZIONI
  • Pagine 960
  • ISBN: 978-8804710806
Sylvia Plath
L'autrice

Sylvia Plath

Sylvia Plath (Boston 1932 – Londra 1963) poetessa statunitense. Dopo gli studi universitari allo Smith College, ottenne una borsa di studio in Inghilterra, dove conobbe il poeta T. Hughes, che sposò nel 1956. Le durezze e le frustrazioni della vita domestica, e soprattutto lo scarto tra la prigionia della condizione femminile e l’ardore dell’ispirazione poetica, le si rivelarono presto insopportabili. Morì suicida. Al momento della scomparsa aveva già pubblicato un libro di versi, Il colosso (The colossus, 1960) e il romanzo autobiografico La campana di vetro (The bell jar, 1963), in cui rievocava un’allucinata New York anni Cinquanta, dominata dai codici del successo e della mistificazione. Ma il meglio della sua produzione, raccolto dopo la morte a cura del marito nel volume Ariel (1965) e nei più frammentari Alberi invernali (Winter trees, 1971) e Attraversando l’acqua (Crossing the water, 1971), appartiene all’estremo, solitario periodo della sua vita.

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