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Lo sposo del mare – Reinaldo Arenas

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  • Autorə: Reinaldo Arenas
  • Casa Editrice: Edizioni Croce
  • Argomento: Poesia

Arenas ha raggiunto la fama mondiale col suo strepitoso romanzo Prima che sia notte, divenuto film con la regia di Julian Snabel e interpretato fra gli altri da Johnny Depp.

Lo sposo del mare racconta con una bellissima narrazione poetica la vita, ma forse sarebbe meglio parlare di sottovita, di uno scrittore omosessuale sotto il regime di Fidel Castro. C’è la vita quotidiana, il sesso rubato a L’Avana, i sogni rivoluzionari che vanno in frantumi, ci sono i campi di rieducazione, c’è tanta rabbia e tanta voglia di libertà, ma mai cinismo, anzi, tutto è salvato dalla poesia.

Con una prosodia potente che parte dalla tradizione per diventare grido, Arenas con lucidità e trasporto racconta la sofferenza e i sogni di tanti cubani.

Epicamente poi Arenas conduce il lettore nella sua fuga via mare fino alla Florida, tanto agognata.

C’è New York, la liberazione sessuale, l’opposizione a Castro, l’esilio, fino a giungere al tragico epilogo del suicidio per sfuggire all’AIDS.

Lo sposo del mare, pur essendo in versi, è godibile come un romanzo. Narra con pathos la lotta per l’affermazione dell’individuo Arenas e della sua arte. Un libro davvero toccante e coinvolgente per qualsiasi lettore attento.

INFORMAZIONI
  • Pagine 128
  • ISBN: 978-8864020631
Reinaldo Arenas
L'autore

Reinaldo Arenas

Reinaldo Arenas è stato uno scrittore e poeta cubano. Fin da giovane si arruola nelle truppe che appoggiano la rivoluzione comunista di Castro, ma negli anni Sessanta inizia a maturare una repulsione verso i soprusi della polizia e le ondate repressive nei confronti di dissidenti e antisociali. Questa opposizione gli costa una feroce censura delle sue opere, molestie fisiche e morali da parte del regime, e periodi di internamento nelle UMAP (campi di lavoro per antisociali). Nel 1973 viene incarcerato a causa della sua omosessualità apertamente dichiarata e, dopo numerose torture, tenta il suicidio senza riuscirci. Le sue opere riescono a uscire solo grazie all’aiuto di qualche falso turista. Durante gli anni Settanta prova diverse volte a fuggire da Cuba, ma ci riesce solo nel 1980, quando Castro permette un esodo di massa di omosessuali e altre persone non gradite al regime. Poiché il suo lavoro era chiaramente in opposizione al regime, gli viene proibito di partire, ma riuscendo a cambiare il suo nome sul passaporto abbandona per sempre l’isola. Si stabilisce a New York dove nel 1987 gli viene diagnosticata l’AIDS. Arenas si suicida nel 1990 con una overdose di droga e di alcol. Lascia un biglietto con scritto «Vi lascio in eredità tutte le mie paure, ma anche la speranza che presto Cuba sia libera».

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